Il Consiglio comunale di Sortino si è aperto ieri sera con in primo piano la vicenda che ha coinvolto Carlo Auteri che ieri sedeva sui banchi sortinesi nella veste di consigliere comunale. Ha aperto la seduta il Presidente del Consiglio Desiree Galati: ribadendo che “non siamo in un’aula giudiziaria. Tutto quello che riguarda problemi giudiziari deve rimanere fuori da quest’aula”.
Ha preso la parola il Capogruppo di maggioranza Pia Parlato, che a nome del suo gruppo ha ribadito che ” i toni con cui il consigliere Auteri si è espresso dentro l’Assemblea regionale Siciliana sono toni inaccettabili ed incommentabili. Per il resto e’ la prima volta, riferendosi alla richiesta della minoranza di prendere posizione sulla “vicenda Auteri”, in cui mi sento chiamata in causa in questo modo. Con questa dicitura burocratica. Noi stiamo parlando di politica e la politica ci invita a fare altre cose. Non è un bene fare processi in questo luogo. Lo abbiamo detto tutte le volte in cui si è prospettata questa ipotesi. Il consigliere Auteri non fa parte della maggioranza, non fa le riunioni di maggioranza, non è nella chat di maggioranza”. “Io odio i processi di piazza”- ha continuato Pia Parlato- “Non dobbiamo trasformare quest’aula in un tribunale. Abbiamo fiducia nei giudici che faranno il loro mestiere così come i giornalisti faranno il loro mestiere.” Subito dopo è stata la volta di Desiree Galati: “Si condannano le parole con cui il consigliere Auteri si è rivolto a Ismaele Lavardera. Ogni rappresentante delle istituzioni deve esprimersi con termini giusti ed appropriati. Auteri ha posto le sue scuse ed ognuno di noi quando compie un atto del genere deve prendersi le proprie responsabilità. Per tutto il resto ribadisco il concetto che non spetta a noi stabilire se l’On. Auteri ha commesso altri errori. All’amico Auteri posso dire che se ha sbagliato dovrà pagare davanti alla legge, ma ci penseranno gli organi preposti. Non spetta a noi giudicare.”
Ha preso poi la parola Carlo Auteri per l’intervento più atteso della serata “Voglio fare due racconti. Il primo racconto. Ho utilizzato queste parole brutte e più volte ho chiesto scusa, e non lo dico per sminuire l’atto grave. Ma la verità va raccontata sempre. Siamo uomini. Siamo fatti di carne. Quando c’è uno scontro feroce si può cadere in errore. E inoltre in quel momento il mio collega usava un registratore. Atto vietato dalla legge. L’altra azione e’ stata l’offesa a mia madre. Chi ascolta le mie parole in Sicilia sa che hanno un determinato significato, mentre per chi le ascolta al nord assumono un altro significato. Siamo di fronte ad un atto di cattiveria che supera il pudore dell’uomo. Le mia parole sono state frutto di un’azione di collera costruita ad arte da parte del mio collega. Un attacco continuo alla mia famiglia e non a me. Ed aggiungo un’altra cosa. Quell’azione mediatica accade a causa di un progetto politico molto più alto. Una vicenda molto più alta che mi mette in discussione.
E’ arrivato poi il messaggio che io abbia preso dei soldi e li abbia dati a mia madre. Questo è quello che si è capito. Siamo di fronte alla follia. Una mistificazione posta in essere da una delle più importanti reti nazionali, LA7. Tutti i parlamentari dell’ARS hanno deciso di sostenere un’associazione di cui io non faccio parte da anni. Ma il parlamento la sostiene perché lo dice la legge. La legge del parlamento siciliano che consente gli affidamenti di questo tipo. Io in questi mesi ho fatto arrivare fondi per almeno venti milioni a tutti i comuni della provincia di Siracusa. Ad esempio 100.000 euro per sostenere la famiglia Puglisi. Sono fondi diretti anche questi. Perché ho ritenuto che era un progetto che andava sostenuto. Lo rifarei altre cento volte. Far passare il messaggio che io ho dato fondi alla mia famiglia è un messaggio da sciacalli. Se le associazioni hanno le carte in regola possono essere finanziate. Inoltre i contributi si riferiscono ad anni in cui il sottoscritto non era nemmeno parlamentare. Ma ripeto, la partita è una partita nazionale che si gioca in altre sedi. Fondi alla famiglia Auteri non ce ne sono. Faccio questo mestiere da 25 anni. Non ho giocato, ho costruito tanto dando centinaia di posti di lavoro a padri di famiglia . Chi vuole leggere le carte le può leggere. Andate nel sito della Regione. Guardate come si percepiscono i contributi. C’è massimo rispetto di quello che prescrive la legge. Questo va detto, in maniera tale per cui la gente debba sapere la verità. Su questa inchiesta giornalistica la procura ha aperto un fascicolo senza indagati. Più veloce andrà l’inchiesta e più veloce si dimostrerà chs non c’è niente contro legge.”
E’ stata poi la volta della consigliera di opposizione Francesca Silluzio che ha iniziato sottolineando che “Le parole della capogruppo di maggioranza arrivano con un ritardo imperdonabile. Nessuno della maggioranza ha parlato se non con frasi di circostanza. Eppure quando un problema ha riguardato un altro Onorevole regionale la maggioranza ha subito preso le difese. Mi rivolgo anche ai colleghi consiglieri che probabilmente sono ubbidienti e hanno preferito seguire chi ha detto loro di non dire niente. Ricordiamoci che anche se si tratta un singolo episodio questo non può essere ammesso. Sortino non merita prepotenze di questa natura. Abbiamo sempre denunciato che i toni di Auteri eccedono. Se è vero che non sta in maggioranza spiegatemi la nomina dell’assessore Elisa Mandragona. Riteniamo che in conseguenza dei fatti recenti l’amministratore comunale dovrebbe cessare ogni collaborazione. Per una questione di opportunità. La stessa questione per cui noi consiglieri di minoranza invochiamo un passo indietro di Carlo Auteri… Rassegni le dimissioni per tutelare questo consiglio comunale. Mi rivolgo anche ai nostri colleghi di maggioranza. Le persone non vi hanno votato per stare in silenzio. E ribadire anche voi che non c’è spazio per persone che fanno atti intimidatori. Trovate un briciolo di dignità.”
Ha preso la parola il Vicesindaco Vincenzo Bastante: “sono molto in difficoltà, non c’è dubbio che i termini utilizzati da Auteri siano da condannare. E da parte di Carlo mi sarei aspettato un “mea culpa” ancora più incisivo. Non c’è dubbio che queste inchieste giornalistiche stanno portando danno al nostro paese. Io non condivido,e parlo a titolo personale, queste leggi regionali che consentono di dare somme ad personam. Ci deve essere un bando pubblico come quelli a cui noi come comune abbiamo partecipato.”
Ha chiuso la discussione il Sindaco Parlato che ha risposto alla consigliera Silluzio
“La mia risposta non è stata tardiva, è stata riflessiva. Ma ricordatevi quello che e’ successo tra me ed Auteri la campagna elettorale scorsa. Se la collaborazione con Auteri è servita per metterci una pietra sopra. Dopo l’esplosione del caso ho chiamato Carlo Auteri ed ho condannato questo tipo di linguaggio. Non si parla così con nessuno. Non è un linguaggio che si può giustificare. Tutte le altre vicende non ci riguardano. La nomina dell’assessore Mandragona inoltre arriva il 30 di ottobre cioè prima di questa vicenda. Ho già convocato un vertice di maggioranza e voglio comunque discutere questa situazione con i miei compagni di cordata. Non voglio aggiungere altro perché sono in una posizione scomoda. Mi verrebbe facile attaccare Auteri, ma voglio analizzare i fatti ed eliminare la mia visione personale. Per quanto riguarda il mio gruppo -rispondendo alla consigliera Silluzio- non concordo con lei, e qui non esistono yes man. Ci confrontiamo e ci scontriamo prima di fare delle scelte. Farò tesoro di questa discussione. Ribadisco la nostra posizione, è di condanna per le parole del consigliere Auteri. Ed il tutto sarà oggetto di approfondimento del gruppo di maggioranza.”
